Camouflage

La tricopigmentazione è una delle varie tecniche a oggi disponibili sul mercato per contrastare gli effetti e i segni della perdita di capelli. Si tratta di una tecnica prettamente estetica, derivante da quella affine del trucco permanente. In entrambi i casi si parla di andare a posizione un pigmento colorato al di sotto della pelle utilizzando degli aghi connessi a specifiche macchine.

 

DIFFERENZE TRA TRUCCO PERMANENTE E TRICOPIGMENTAZIONE

Le due tecniche in questione sono sì simili nel principio di fondo che le caratterizza, ma differiscono sensibilmente in altri numerosi aspetti. In entrambi i casi ricordano tecniche per la realizzazione di tatuaggi.

Innanzitutto, è abbastanza intuitivo comprendere che, trattando aree del corpo diverse, i materiali d’uso siano diversi. La pelle dello scalpo non presenta le stesse caratteristiche di quella del viso. Trattare il cuoio capelluto è molto diverso da trattare la mucosa delle labbra o le palpebre degli occhi. Di conseguenza, per poter rispettare le specifiche caratteristiche di ogni zona, sono stati progettati degli strumenti diversi. Esistono macchine, aghi e pigmenti apposta per il trucco permanente, come esistono macchine, aghi e pigmenti apposta per la tricopigmentazione. Solamente utilizzando l’apparecchiatura adatta in ogni singolo caso è possibile eseguire trattamenti di eccellenza.

Inoltre, eseguire in trattamento di tricopigmentazione richiede delle conoscenze specifiche, diverse da quelle per il trucco permanente. Un’altra differenza tra le due tecniche è dunque il diverso percorso formativo che è necessario effettuare per poter arrivare a eseguire lavori in modo consapevole, corretto e sicuro.

 

CARATTERISTICHE SPECIFICHE DELLA TRICOPIGMENTAZIONE

Nello specifico, la tricopigmentazione prevede la realizzazione di micro depositi di pigmento nella pelle dello scalpo così da simulare l’aspetto di una testa rasata piena di capelli tagliati molto corti. Si va insomma a simulare la punta del capello che spunta dalla testa durante la crescita con un deposito puntiforme di pigmento. Così facendo è possibile andare a riempire totalmente tutte le zone glabre o diradate e a ridare definizione alla forma della linea frontale. Dall’esterno, chi si è sottoposto a questo trattamento verrà semplicemente visto come qualcuno che per scelta personale preferisce il look rasato ai capelli lunghi.

Le potenzialità della tricopigmentazione non si esauriscono con l’effetto rasato. Si parla anche infatti di tricopigmentazione effetto densità nel momento in cui questa viene effettuata su una testa sì diradata, ma che comunque vanta ancora una discreta presenza di capelli tenuti lunghi. In questi casi la tricopigmentazione permetterà di ridurre la differenza di colore tra i capelli e la pelle che si intravede al di sotto, donando un effetto di maggiore copertura e densità.

Infine, con la tricopigmentazione è possibile camuffare le cicatrici localizzate sulla testa. Solitamente tali cicatrici sono il risultato di un intervento di autotrapianto di capelli, ma possono essere anche cicatrici derivate da traumi. In ogni caso, se la cicatrice presenza alcune condizioni necessarie ad attastare la sua trattabilità, con la tricopigmentazione si può ridurre notevolmente la sua visibilità e migliorarne l’aspetto finale.

 

TRICOPIGMENTAZIONE TEMPORANEA O PERMANENTE?

La tecnica della tricopigmentazione è offerta sul mercato in due differenti varianti. Si parla di tricopigmentazione temporanea quando il pigmento utilizzato e la profondità a cui viene inoculato sono tali dal permetterne il totale smaltimento da parte del sistema immunitario nell’arco di tempo di qualche anno. Al contrario, la tricopigmentazione permanente è caratterizzata dal fatto di non svanire mai del tutto nel tempo.

Tanto la tricopigmentazione temporanea quanto quella permanente hanno bisogno di ritocchi di tanto in tanto per poter mantenere il risultato perfetto come all’inizio. La versione temporanea, chiaramente, li richiede più frequentemente. A fronte di ritocchi più frequenti garantisce però una totale libertà di scelta e la possibilità di modificare il trattamento per adattarlo ai mutamenti fisiologici della persona.

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