Ciproterone acetato

Il ciproterone acetato è un principio attivo usato in medicina per combattere le patologie causate da un eccesso di ormoni androgeni. Tra le principali troviamo l’acne, l’irsutismo, ma anche il cancro alla prostata e la caduta dei capelli.

Le molecole di ciproterone si legano ai ricettori androgeni del testosterone, impedendo la formazione del DHT. Talvolta questo può comportare, sia per l’uomo che per la donna, effetti collaterali come disfunzioni sessuali, depressione, fatica. Per gli uomini, l’uso di ciproterone può sfociare anche in ginecomastia e “femminizzazione”.

 

Cos’è il ciproterone acetato

Conosciuto anche con l’acronimo CPA, il ciproterone acetato è un medicinale della classe degli anti-androgeni. Il suo impiego riguarda tutte quelle condizioni derivanti da un eccesso di ormoni androgeni. Allo stesso tempo, è utilizzato anche nelle terapie transgender per il cambio sesso da uomo a donna, oppure nei contraccettivi orali.

La prima comparsa sul mercato fu nel 1961, mentre gli utilizzi come anti-androgeno sono datati 1973. Al giorno d’oggi il medicinale è largamente impiegato per curare l’alopecia femminile.

 

Ciproterone acetato per curare l’alopecia femminile

La caduta dei capelli nelle donne è uno dei temi di maggiore attualità. Spesso ci si interroga se i trattamenti e le terapie funzionali per l’uomo possano essere efficaci ugualmente nel caso delle donne.

Nel 2014 è stato pubblicato su PubMed un articolo scientifico a riguardo. Il team di ricercatori si è posto l’obiettivo di validare una terapia curativa per pazienti donne che soffrissero di alopecia androgenetica e acne vulgaris, patologie entrambe legate ad una presenza eccessiva di androgeni. Quest’ultima patologia è una forma androgeno-dipendente di acne che colpisce la pelle in diverse aree, come la faccia, il petto e la schiena.

Un gruppo di 35 pazienti si è sottoposto alla ricerca, durata per 90 giorni. All’interno di questo periodo di tempo, ciascuna paziente ha assunto 2 mg di ciproterone acetato ogni giorno.

Alla conclusione del periodo di test, i risultati hanno dimostrato come l’83% delle pazienti non mostrasse più segni di caduta di capelli. Allo stesso tempo, mediante tricogramma è stato riscontrato come il 77% delle paziente avesse subito una ricrescita.

 

L’effetto sulla crescita dei capelli

Come dimostrato nel precedente studio, il ciproterone acetato assunto per un periodo continuativo di tempo può determinare un effetto positivo sui capelli e sui bulbi piliferi. Se si desidera un maggiore approfondimento su questa tematica, si consideri la seguente ricerca scientifica.

 

Cirpoterone acetato vs minoxidil

Un team di ricercatori si è posto l’obiettivo di confrontare l’effetto del minoxidil 2% con quello del ciproterone acetato su un gruppo di pazienti affetti da alopecia androgenetica. Alla ricerca hanno partecipato 66 donne, divise in 2 gruppi da 33. Il primo gruppo ha assunto 2 ml di minoxidil 2% in versione topica, mentre il secondo 52 mg di ciproterone acetato.

La durata dell’esperimento è stata di 1 anno. I risultati hanno dimostrato che, a seconda delle condizioni individuali delle pazienti, la prima o la seconda soluzione fosse più o meno efficace.

Ad esempio, nelle pazienti che non presentavano segni di iperandrogenismo, iperseborrea o indice di massa corporea basso, minoxidil era più efficace. Al contrario, nelle pazienti con alte concentrazioni di androgeni, seborrea o indice di massa corporea alto, il ciproterone acetato era più effiace.

 

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