calvizie

La calvizie è una condizione che descrive la perdita comune dei capelli. Essa è nota anche come alopecia androgenetica, e riguarda sia gli uomini che le donne.

Le cause che portano alla caduta dei capelli possono essere molteplici: dalla predisposizione genetica allo stress a malattie sistemiche.

I sintomi della perdita di capelli si manifestano tipicamente in età adulta, con progressivo diradamento e continue cadute di capelli.

I risvolti psicologici dati da una caduta di capelli possono essere destabilizzanti.

Diversi trattamenti sono disponibili per la cura della calvizie. Le più importanti sono la terapia farmacologica, l’autotrapianto di capelli e la tricopigmentazione.

 

Cos’è la calvizie

Con il termine calvizie si indica la condizione di caduta dei capelli che si verifica normalmente.

La perdita di capelli colpisce maggiormente gli uomini delle donne. Secondo alcune stime recenti, nel corso della vita ne soffrirebbero 4 uomini su 5 e 1 donna su 2. Per questi motivi, la calvizie è anche nota come alopecia androgenetica.

La calvizie androgenetica

Diversi studi hanno cercato di stabilire i processi biochimici alla base dell’alopecia androgenetica. I risultati hanno portato a stabilire una relazione di sensibilità tra follicoli piliferi e ormoni maschili.

Le ragioni per cui alcune persone sarebbero più predisposte di altre è da imputare alla genetica.

In questi individui le motivazioni della calvizie riguardano la presenza dell’ormone diidrotestosterone, o DHT. Questo si origina dal testosterone tramite l’azione dell’enzima 5-alfa reduttasi.

La presenza eccessiva del DHT contribuisce notevolmente al progressivo diradamento in quanto miniaturizza i follicoli piliferi. Di conseguenza, i capelli diventano più sottili, meno robusti e via via cadono.

Altre tipologie di perdita di capelli

Oltre all’alopecia androgenetica ne esistono altri tipi. In primo luogo si può perdere i capelli come conseguenza di un cambio di stagione. In questo caso si parla di calvizie stagionale.

Poi lo stress può essere la causa scatenante della perdita. Esempi come ansia continua, shock, disturbi o traumi possono causare infiammazioni nel cuoio capelluto, che portano poi a caduta. Parliamo in questi casi di calvizie da stress o psicogena.

Un ulteriore tipo di calvizie può essere l’alopecia areata. Questa condizione è determinata da una immediata perdita a chiazze che avviene in testa. Essa è molto rara e colpisce circa lo 0.01% della popolazione.

 

Gli stadi della calvizie

Nel corso del tempo sono state sviluppate delle vere e proprie tabelle che descrivono lo stato di avanzamento della calvizie.

Nel caso degli uomini, la scala di riferimento è la Hamilton-Norwood, costituita da 7 livelli.

Per la calvizie femminile, il riferimento è invece la Scala Ludwig, formata da 3 stadi.

 

Soluzioni alla perdita di capelli

È sempre consigliato rivolgersi ad un medico nel caso si soffra di caduta di capelli. Tuttavia, le macro soluzioni che si possono adottare sono le seguenti.

In primis, si può partire con la terapia farmacologica, per esempio di finasteride e minoxidil. Questa richiede qualche mese di attesa prima dei risultati, che nella maggior parte dei casi non riguarderà la ricrescita dei capelli.

Un’altra soluzione è la tricopigmentazione, una tecnica poco invasiva che permette di mascherare la calvizie tramite pigmenti temporanei o permanenti.

La soluzione definitiva resta però l’autotrapianto di capelli. Quest’ultimo metodo è l’unico che permette di far ricrescere i capelli laddove non ci sono più.

Se vuoi vedere esempi di pre e post trapianto di capelli, clicca qui.

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