alopecia androgenetica

L’alopecia androgenetica, nota anche come la comune calvizie, è una patologia che si caratterizza dalla perdita dei capelli. Questo inestetismo colpisce in percentuale maggiore gli uomini, ma anche le donne ne possono soffrire.

Sebbene non ci siano ripercussioni sulla salute generale di chi ne soffre, i risvolti psicologici dovuti alla mancanza di capelli possono essere gravi.

Tra le soluzioni più indicate, il trattamento medicinale e l’autotrapianto di capelli.

 

Cosa si intende per alopecia androgenetica

Una delle cause principali della caduta dei capelli è l’alopecia androgenetica, nota in inglese come MalePattern Hair Loss (MPHL). Il termine è composto da due parti. Alopecia deriva dal greco “volpe”, a cause della perdita a chiazze della volpe in primavera, mentre androgenetica indica una caratterizzazione prevalente maschile.

Infatti, nel corso della loro vita oltre l’80% degli uomini ne soffre; nelle donne la percentuale è intorno al 40%.

 

Quali sono le cause della patologia

Uno dei principali imputati nel meccanismo che porta alla caduta di capelli da MPHL è un ormone noto come DHT, o diidrotestosterone.

Questo ormone si origina a partire dalle molecole di testosterone per mezzo di un enzima particolare, il 5-alfa-reduttasi.

Il DHT interagisce con i ricettori androgeni dei bulbi piliferi, causando una atrofizzazione progressiva che poi conduce a miniaturizzazione finale e caduta del capello.

Secondo alcuni studi, oltre al DHT ci sarebbero altre sostanze colpevoli della patologia. Una di queste è nota con l’acronimo PGD2, ovvero la Prostaglandina.

Questa proteina, identificata da alcuni ricercatori universitari americani, avrebbe un ruolo preciso nell’inibire la crescita dei capelli.

Per un approfondimento ulteriore su questa tematica, seguire il link.

 

L’avanzamento della patologia

Chi soffre di alopecia androgenetica può trovarsi in uno stadio più o meno sviluppato della patologia.

Per questa motivazione sono state sviluppate delle scale di riferimento che ci aiutano ad identificare meglio la situazione.

Negli uomini il riferimento è una scala di 7 livelli nota come Hamilton-Norwood. Nelle donne invece la scala di riferimento è a 3 stadi ed è nota come scala Ludwig.

 

Come intervenire in caso di alopecia androgenetica

La perdita dei capelli può avere risvolti psicologici molto gravi. Infatti, a livello sociale, chi perde i capelli potrebbe anche perdere la sicurezza in sé stesso o anche avere paura di non piacere più.

Nel corso del tempo la patologia potrebbe anche peggiorare. Per queste motivazioni è importante contattare un medico esperto nel settore.

Trattamento con medicinali

Uno dei trattamenti più consigliati in caso di alopecia androgenetica è la somministrazione di medicinali.

I principali riguardano 2 principi attivi con effetti particolari sui capelli: finasteride e minoxidil.

Finasteride è un inibitore dell’enzima 5-alfa-redutasi in grado di diminuire la concentrazione della sostanza che provoca la miniaturizzazione dei bulbi. Il suo dosaggio deve essere regolato da un medico curante.

D’altra parte, minoxidil agisce come un vasodilatatore, portando a un maggior apporto di nutrienti e ossigeno ai capelli, oltre che allungare la fase di crescita del capello. Anche in questo caso è necessario farsi seguire dal proprio medico.

Autotrapianto di capelli

Il trapianto di capelli è l’unica strada per poter far ricrescere i capelli persi a causa della patologia. Consiste in una operazione chirurgica che ridistribuisce i capelli tra zone con densità di capelli diversa.

La clinica dei Dott. Hasson&Wong è rinomata in tutto il mondo per il successo dei suoi trapianti di capelli. Al seguente link alcune foto di prima e dopo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.