Alopecia androgenetica femminile

L’alopecia androgenetica femminile è uno dei temi più discussi nell’ambito della calvizie. Secondo alcune statistiche recenti, oltre il 40% delle donne entro i 50 anni ne soffre, percentuale che si alza al 55% fino agli 80 anni.

In modo simile alla “maschile”, l’alopecia androgenetica femminile deriva principalmente da una predisposizione genetica. Al contrario, si presenta in fasi e modi differenti.

 

La calvizie e l’alopecia androgenetica

La caduta dei capelli è una problematica molto comune oggigiorno. I problemi che ne derivano non riguardano tanto la condizione fisica, in quanto si può vivere benissimo anche senza capelli, ma sorgono principalmente dall’effetto che tale condizione scaturisce nella società in cui viviamo.

La calvizie colpisce in larga parte gli uomini, fino all’80% entro i 70 anni, ma il trend riguarda anche le donne. In quest’ultimo caso, nonostante la percentuale di casi sia notevolmente inferiore, gli effetti sono molto più accentuati. In particolare, quelli legati al contesto sociale e alla cultura di appartenenza, dove spesso la donna è vista come “simbolo di bellezza” e a cui non è talvolta concesso alcun “difetto”. Se un uomo calvo o stempiato non è fonte di interesse e può condurre una vita normale, una donna con segni di caduta di capelli o poca densità è spesso circondata da sguardi, magari avendo anche influenza negativa sul lavoro.

 

L’alopecia androgenetica femminile e le fasi

Sintomi

Rispetto al caso maschile, l’alopecia androgenetica femminile si presenta generalmente in età più avanzate, tra i 30 e i 40 anni, e con caratteristiche differenti. Infatti, la caduta dei capelli non riguarda aree specifiche come il vertice o la fronte, ma è più distribuita nella parte centrale del cuoio capelluto. Per un approfondimento sull’alopecia in questione, si consideri la seguente ricerca scientifica.

Diagnosi

Se si presentano segni di caduta di capelli o una minore densità, il problema potrebbe essere proprio l’alopecia androgenetica. Per scoprire la causa esatta, è però necessario sottoporsi a degli esami specialistici da un tricologo, come ad esempio un tricogramma.

Fasi

Per categorizzare la progressione dell’alopecia androgenetica femminile, esiste una scala di riferimento, detta “Ludwig“. Questa scala, sviluppata nel 1977, descrive la patologia in 3 stadi successivi, a seconda di quanto la calvizie sia avanzata.

 

Trattamenti disponibili

Esistono diversi trattamenti disponibili per curare l’alopecia androgenetica femminile. La maggior parte di queste cure sono per altro le stesso che vengono applicate nel caso maschile.

Un primo esempio di cura può essere quella che riguarda l’uso di minoxidil, un principio attivo che allunga la fase di crescita anagen dei capelli e consente un maggior apporto di sangue e nutrienti ai follicoli piliferi.

Un altro tipo di cura prevede l’assunzione di spironolactone, un farmaco che agisce come inibitore competitivo per i legami androgeni coi ricettori dei follicoli piliferi. Allo stesso tempo, tale sostanza consente una minore sintesi di testosterone. Al contrario del minoxidil, l’uso di spironolactone per questa tipologia di caduta di capelli non è tuttavia confermato dalla FDA.

In alternativa ai trattamenti farmacologici, esiste l’opzione del trapianto di capelli. Tramite questa procedura è possibile ricreare densità di capelli nelle aree colpite dall’alopecia androgenetica. Il nostro centro è considerato tra i migliori al mondo per l’autotrapianto.

Per maggiori informazioni, non esitare a contattarci.

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